Quando è obbligatorio

L’ambito di applicazione previsto dalla normativa italiana attualmente in vigore è l’etichettatura dei prodotti alimentari sfusi, preincartati e preconfezionati destinati alla vendita al consumatore nell’ambito del mercato italiano nonché la loro presentazione e la relativa pubblicità.

Prodotto alimentare preincartato: “l’unità di vendita costituita da un prodotto alimentare e dall’involucro nel quale è stato posto o avvolto negli esercizi di vendita.” [art. 1, c. 2, lett. d del D. Lgs. 109/1992]

Prodotto alimentare preconfezionato: “l’unità di vendita destinata ad essere presentata come tale al consumatore ed alle collettività, costituita da un prodotto alimentare e dall’imballaggio in cui è stato immesso prima di essere posto in vendita, avvolta interamente o in parte da tale imballaggio ma comunque in modo che il contenuto non possa essere modificato senza che la confezione sia aperta o alterata”. [art. 1, c. 2, lett. b del D. Lgs. 109/1992]

Prodotto sfuso: “I prodotti alimentari non preconfezionati o generalmente venduti previo frazionamento, anche se originariamente preconfezionati, devono essere muniti di apposito cartello, applicato ai recipienti che li contengono ovvero applicato nei comparti in cui sono esposti”. [art. 16, c. 2 del D. Lgs. 109/1992]

La disciplina relativa alla vendita di prodotti sfusi o preincartati anche se precedentemente preconfezionati è riportata nell’art. 16 del D.Lgs. 109/1992 che prescrive i comportamenti che devono essere tenuti dai venditori al dettaglio dagli artigiani. Questi prodotti devono essere muniti di un apposito cartello, applicato ai recipienti che li contengono oppure apposto nei comparti in cui sono esposti.