Principi generali

Le indicazioni obbligatorie previste dalla normativa per i prodotti alimentari dal D. Lgs. 109/1992 [art. 3, c. 1] sono:

“a) la denominazione di vendita;
b) l’elenco degli ingredienti;
c) la quantità netta o, nel caso di prodotti preconfezionati in quantità unitarie costanti, la quantità nominale;
d) il termine minimo di conservazione o, nel caso di prodotti molto deperibili dal punto  di vista microbiologico, la data di scadenza;
e) il nome o la ragione sociale o il marchio depositato e la sede o del fabbricante o  del  confezionatore o di un venditore stabilito nella Comunità economica europea;
f) la sede dello stabilimento di produzione o di confezionamento;
g) il titolo alcolometrico volumico effettivo per le bevande aventi un contenuto alcolico superiore a 1,2% in volume;
h) una dicitura che consenta di identificare il lotto di appartenenza del prodotto;
i) le modalità di conservazione e di utilizzazione qualora sia necessaria l’adozione di particolari accorgimenti in funzione della natura del prodotto;
l) le istruzioni per l’uso, ove necessario;
m) il luogo di origine o di provenienza, nel caso in cui l’omissione possa indurre in errore l’acquirente circa l’origine o la provenienza del prodotto.”

In linea con l’evoluzione normativa l’ultimo Regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio n. 1169/2011 [art. 3, c. 1 e 2] ribadisce gli obiettivi generali della materia. Si applica a decorrere dal 13 dicembre 2014:

“1. La fornitura di informazioni sugli alimenti tende a un livello elevato di protezione della salute e degli interessi dei consumatori, fornendo ai consumatori finali le basi per effettuare delle scelte consapevoli e per utilizzare gli alimenti in modo sicuro, nel rispetto in particolare di considerazioni sanitarie, economiche, ambientali, sociali ed etiche.
2. La normativa in materia di informazioni sugli alimenti intende stabilire nell’Unione le condizioni per la libera circolazione degli alimenti legalmente prodotti e commercializzati, tenuto conto, ove opportuno, della necessità di proteggere gli interessi legittimi dei produttori e di promuovere la fabbricazione di prodotti di qualità.”

Mentre per le indicazioni obbligatorie vengono apportate alcune modifiche rispetto al D. Lgs. 109/1992.

“Sono obbligatorie le seguenti indicazioni:
a) la denominazione dell’alimento;
b) l’elenco degli ingredienti;
c) qualsiasi ingrediente o coadiuvante tecnologico elencato nell’allegato II o derivato da una sostanza o un prodotto elencato in detto allegato che provochi allergie o intolleranze usato nella fabbricazione o nella preparazione di un alimento e ancora presente nel prodotto finito, anche se in forma alterata (elenco allergeni allegato II del Regolamento UE 1169/2011);
d) la quantità di taluni ingredienti o categorie di ingredienti;
e) la quantità netta dell’alimento;
f) il termine minimo di conservazione o la data di scadenza;
g) le condizioni particolari di conservazione e/o le condizioni d’impiego;
h) il nome o la ragione sociale e l’indirizzo dell’operatore del settore alimentare […];
i) il paese d’origine o il luogo di provenienza […];
j) le istruzioni per l’uso, per i casi in cui la loro omissione renderebbe difficile un uso adeguato dell’alimento;
k) per le bevande che contengono più di 1,2 % di alcol in volume, il titolo alcolometrico volumico effettivo;
l) una dichiarazione nutrizionale (obbligatoria a decorrere dal 13 dicembre 2016).” [art. 9, c. 1 del Regolamento UE 1169/2011]

La sede di produzione e/o di confezionamento resta obbligatoria per l’Italia  [art. 3, c. 1, lettera f del D. Lgs. 109/1992].

Il lotto resta obbligatorio ai sensi della Direttiva 2011/91/UE.

Reg.UE 1379/2013 relativo alle informazioni ai consumatori per i prodotti della pesca e dell’acquacoltura.

Legge 154/2016, art. 39 di modifica ed integrazione Decreto Legislativo n. 04/2012 in materia di etichettatura e tracciabilità prodotti della pesca e dell’acquacoltura.